mercoledì 25 febbraio 2015

Un pane per tutti

Qualcuno ricorda i tempi in cui si facevano campagne contro la carestia nel mondo?
Gli Anni Settanta, per esempio, dove accadeva che persone magrissime venissero soprannominate "Biafra" per similitudine con una delle regioni africane che inquel momento più pativa la fame?
E chi ricorda i sentimenti che qualche lustro fa ci prendevano vedendo nei telefilm americani gente che frugava nei cassonetti alla ricerca di cibo?
I clochard, allora, tra noi non esistevano, o erano una rarità.
Poi la crisi economica ha cominciato a mordere...
Il lavoro a mancare sempre di più...
Il reddito familiare a scendere... E ad aumentare il numero di coloro che non arrivano a fine mese...
Il Terzo Mondo delle carestie è così giunto anche da noi, e non sto parlando di immigrazione, ma di italiano che entrano nell'universo della povertà.
Foto Gianna Ferretti (trashfood.com)
Di contro, assistiamo a sprechi sempre maggiori, a distruzione di risorse utilizzabili per alleviare questi disagi.
Si dirà che accade in virtù di accordi internazionali, per riequilibrare le economie dei vari Paesi e... bla bla, bla bla...
Cosa fare per rimediare a tutta questa ingiustizia che avanza, a questo disequilibrio ormai mondiale?
Per prima cosa è importante non nasconderci dietro la globalizzazione e il nostro essere piccoli e inermi di fronte al mondo. Il mare è fatto di tante gocce, e ognuna ha la sua importanza.
Per questo motivo dobbiamo tendere l'orecchio (e la mano) a quelle piccole organizzazioni, a quelle piccole associazioni, che si muovono per cambiare le cose.
E' una rivoluzione lenta, strisciante, importantissima perché implica un cambio di mentalità: il pensare non solo a noi, ma a tutti quelli che ci circondano.
Per questo ho aderito a "Un pane per tutti" (http://unpanepertutti.it) che da qualche anno si batte con mostre
dibattiti e altre iniziative contro lo spreco alimentare (come il "pane sospeso", per esempio).
Andate a leggere il sito e meditate se sia finalmente il momento di unirsi a questa campagna e a quella chiamata (2015 nutrire il pianeta) che Change.org ha lanciato contro lo spreco alimentare.
Io l'ho fatto, fatelo anche voi

Gam Zu Le Tova

mercoledì 12 novembre 2014

Reiki è Amore, senza condizioni

Leggendo i vari forum su Reiki, non è raro trovare dei "flame", delle dispute per quanto ha fatto questo o quello, che non sarebbe in linea con la teoria o lo spirito di Reiki.
E' accaduto anche di recente su Reiki Italia, sul tema della comunicazione dei dati di una persona per cui richiedere aiuto e questo mi ha fatto riflettere, ancora una volta, su quanto siamo umani, e per ciò stesso, spesso insicuri e bisognosi di "inscatolarci", irrigidirci dentro regole che forse non hanno ragione di esistere.
Il tema del contendere si poteva dividere in due parti: 1) la richiesta d'aiuto non veniva dalla persona che ne aveva bisogno; 2) comunicare pubblicamente dati personali delicati e persino una foto.
Ci è stato insegnato che Reiki deve essere richiesto dalla persona interessata, ma soprattutto che Reiki è Amore incondizionato. Non ci sarebbe consentito, quindi, interferire nella vita di una persona su iniziativa di un'altra.
Sono pienamente d'accordo: capita spesso che ci vengano indirizzate persone da amici e parenti preoccupati, mentre loro non ci pensano nemmeno a lavorare su se stessi o a cambiare la situazione che stanno attraversando.
C'è tuttavia una riflessione da fare: l'intervento è necessario per la persona indicata, o lo è, forse, di più per la persona preoccupata?
Non possiamo mai cambiare gli altri, ma possiamo mutare noi stessi e il nostro atteggiamento, così da vedere le cose evolversi naturalmente.
Non a caso questo blog riporta: "Cambia il modo di guardare le cose e le cose che guardi cambieranno".
L'atteggiamento corretto per chi opera con Reiki, quindi, credo sia inviare l'aiuto "alla situazione" della persona che ci richiede un aiuto per l'amico o il parente.
Reiki è Energia Intelligente, Amore, e lavorerà sempre per il meglio.
Per il secondo punto, il comunicare dati sensibili e situazioni delicate, nonché foto della persona, ricordiamo che ci è stata insegnata la necessità di un "testimone" per potere "lavorare" e indirizzare con precisione l'Energia Reiki.
E' un insegnamento necessario per chi inizia, meno per  chi ha approfondito Reiki e vi ha lavorato a lungo.
Si dice: "Impara l'arte e mettila da parte".
E se ci fermiamo un attimo a riflettere, possiamo ricordare che siamo tutti connessi, la nostra energia è connessa a quella di tutto il mondo, quindi il nostro pensiero, la nostra intenzione vanno direttamente a connettere Reiki alla persona che ne ha bisogno. Reiki, in realtà, non ha bisogno di una fotografia, siamo noi, insicuri, che temiamo di non "sapere indirizzare correttamente Reiki".
Ma questo presupporrebbe un nostro "potere" su Reiki e non è così (ma lo dimentichiamo).
Bisogna tuttavia condividere qualche informazione, se vogliamo condividere il lavoro di aiuto, e ognuno sceglie la sua forma.      
Personalmente seguo la tradizione ebraica che per invocare aiuto per qualcuno lo identifica col nome proprio, l'anno di nascita e nome proprio della madre (mater semper certa est, pater non unquam). Niente cognomi, niente foto, niente particolari sulle condizioni della persona, se non in forma impersonale o se non fanno parte del messaggio di richiesta di aiuto "inoltrato" dalla persona stessa.
Continuo a ripetermi: 1) noi siamo solo strumenti, 2) Reiki è Energia Intelligente e Amore incondizionato, 3) siamo tutti connessi, vibriamo insieme.
Per questo motivo, una volta coinvolti da Reiki, non lasciamoci irrigidire negli schemi e lasciamolo scorrere senza timore.
Che Reiki - Luce - Amore siano sempre con tutti noi.

Tanya Torres, "Maria Magdalena del Corazon" 

sabato 30 novembre 2013

Violenza sulle donne



Oggi, 30 settembre, la Giornata contro la violenza sulle donne è ormai passata, ma posto ugualmente il manifesto dell'iniziativa "Posto occupato" perché ogni giorno deve essere contro la violenza sulle donne, così come contro ogni violenza.
Il posto è occupato qui dalle donne scomparse, ma vale per qualsiasi persona o diritto prevaricato.


venerdì 6 settembre 2013

Rosh haShana

Oggi è la seconda giornata di Rosh haShana, il capodanno ebraico che ci fornisce molti spunti di meditazione.
Come sempre la festa inizia la sera prima della Luna Nuova del mese di settembre (Tishrei per il mondo ebraico) e in questa sera si celebra con un Seder e con una cena comunitaria.
All'interno delle serate di ArtsS - Potere dei Salmi, che conduco al circolo "I Giunchi" di Brescia, è ormai una tradizione inserire le cene delle festività ebraiche, raccontandone la storia, leggendone i testi e le preghiere e, naturalmente, cibandosi con le portate che i partecipanti hanno preparato basandosi su ricette originali della festività.
Se il buon giorno si vede dal mattino (in questo caso dalla serata), la presenza più che raddoppiata dei partecipanti ha reso tutto molto più bello.
Quella che conduciamo è una ricerca della spiritualità anche attraverso la lettura di testi di un popolo che Papa Francesco ha definito "i nostri fratelli maggiori", ribadendo il concetto, proprio la settimana scorsa, che precede Rosh haShana, quando ha invitato ad astenersi dalla maldicenza, uno dei precetti particolarmente legato a questo momento del calendario ebraico.
I dieci giorni che separano  questa festa da Yom Kippur sono detti "giorni terribili" perché in questo periodo vengono aperti, secondo la tradizione, i libri della vita, della morte e dei sospesi e ognuno di noi è giudicato e iscritto in un libro per il prossimo anno. Chi non è segnato nei primi due, appunto, ha questo periodo per cambiare il proprio atteggiamento, per fare Teshuva e pentirsi.
L'augurio, oltre il normale "Buon anno - Shana Tova" è quello presente nella foto sopra, traslitterato e tradotto:

Leshanà Tova tikatèv v'techatèm
Che tu possa essere scritto e sigillato per un anno buono

Dopo la presentazione della festa, la spiegazione del Seder, ovvero dei cibi preparati e del loro significato beneaugurante.
Quindi la cena, come sempre speciale, curiosa, e molto apprezzata.
Al termine i dolci, torta al miele e datteri e fichi canditi a significare l'augurio di un nuovo anno dolce e sereno.
Shana Tova!!!